Una Storia fatta di Storie

Tratto dalla presentazione del catalogo disponibile a piè pagina

L’idea di questo progetto: incorniciare con uno scatto il cambiamento che il lavoro produce in noi tutti, raccontare attraverso un’immagine un pezzetto di storia di ogni socio, un paragrafo della propria vita e del proprio tempo, cercando attraverso il mezzo della fotografia di fermarne l’inesorabile scorrere.

Lasciare un segno nell’immenso e complicato scorrere delle nostre vite.

La fotografia è un mezzo di comunicazione potente, può interessare come no, in ogni caso racconta storie vere.

Se fotografare vuol dire scegliere cosa “mirare”, cosa riprendere e come, così una persona guarda dentro di sé e sceglie come essere, come mostrarsi, cosa raccontare del proprio mondo.

Ci aiuta a vedere e vederci sotto una nuova luce, offrendoci una maggiore consapevolezza di ciò che ci circonda e di noi stessi. Lo scatto, l’immagine permette a tutti di “riconoscersi” e “proiettare ”la propria persona, ci mette in mostra, parla al nostro posto dandoci la possibilità di essere spettatori di noi stessi.

L’incontro con i fotografi ci ha permesso di vedere restituito il senso profondo che ci lega come gruppo e che, testimoniato dall’esterno, ci ha reso più consapevoli e convinti che quello che stiamo facendo e che siamo è importante, ci piace e ci dà forza.

È stato un percorso intenso e a momenti non del tutto facile e che, mettendo a contatto mondi diversi (quello dei fotografi e quello dei soci della cooperativa) ha reso possibile la creazione di una raccolta di semplici e profondi scatti, che uniscono le singole esperienze per farne una storia condivisa.

Ci piace l’idea che questo libro possa accompagnare il lettore attraverso il linguaggio diretto della fotografia in una realtà spesso sconosciuta e temuta, un viaggio dove la sofferenza non è messa da parte ne tanto meno nascosta, ma vissuta nella quotidianità di una vita come le altre.

Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la disponibilità dei soci tutti a mostrarsi e a mettersi in gioco ed all’apertura fiduciosa ed interessata dei fotografi ad avvicinarsi con umanità ad un mondo nuovo.

Un ringraziamento quindi a tutti quelli che lo hanno reso possibile sia dietro che davanti le quinte.